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Carcinoma della cervice PDF Stampa E-mail
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Salute femminile
Scritto da Enrico Finale   
Domenica 28 Dicembre 2008 03:15

INCIDENZA
Il carcinoma della cervice è la quarta neoplasia per frequenza nella popolazione femminile del mondo occidentale. In Italia si stimano circa 37000 casi nuovi/anno. L’età media di insorgenza è di 54 anni, ma scende in 32 anni per le forme intraepiteliali. Dopo 50 anni dall’introduzione del Pap-test si osserva una riduzione della mortalità per tale neoplasia, anche se l’incidenza della fase intraepiteliale è in netto aumento.

FATTORI DI RISCHIO

  • Fattori socio-demografici
  • Fattori sessuali (precocità d’inizio dell’età sessuale, elevato numero di partners)
  • Eventi ginecologici ed ostetrici
  • Agenti infettivi
  • Fumo
  • Contraccettivi orali
  • Contraccettivi non ormonali
  • Fattori dietetici
  • Fattori genetici
  • Fattori immunitari

SINTOMI E SEGNI CLINICI
Dolore, tenesmo rettale, disuria, leggero sanguinamento correlato o meno con i rapporti sessuali, leucorrea maleodorante.

PROCEDURE DIAGNOSTICHE

  • Pap-test : esame di primo livello
  • Colposcpia:  esame di secondo livello
  • Biopsia: effettuata su tutte le lesioni clinicamente sospette
  • Conizzazione : effettuata nei casi di pap-test positivo o dubbio con assenza di aree atipiche all’esame colposcopico, oppure quando la lesione penetra nel canale cervicale o in caso di discordanza tra biopsia ed esame citologico.

STADIAZIONE

FIGO CERVICE TNM
0 Carcinoma in situ (preinvasivo) TisN0
I Limitato all’utero T1
Ia Diagnosi solo microscopica T1a
Ia1 Minima invasione stromale T1a1
Ia2 Profondità minore uguale a 5mm, diffusione orizzontale minore uguale a 7 mm T1a2
Ib Lesione superiore a T1a2 T1b
II Esteso oltre l’utero, non alla parete pelvica o al 1/3 inf. della vagina T2
IIa Assenza di evidente coinvolgimento parametriale T2a
IIb Evidente coinvolgimento parametriale T2b
III Esteso fino alla parete pelvica e/o al 1/3 inferiore della vagina T3
IIIa Invasione del 1/3 inferiore della vagina senza estensione alla parete pelvica T3a
IIIb Estensione alla parete pelvica e/o  idronefrosi o rene escluso T3b
IVa Invasione della mucosa della vescica o del retto e/o estensione fuori della piccola pelvi T4
IVb Metastasi a distanza M1


PRESIDI TERAPEUTICI
I trattamenti impiegati per il cervicocarcinoma sono prinicipalmente due:chirurgia e radioterapia

PRESIDI TERAPEUTICI: CHIRURGIA
Tale trattamento è utilizzato prevalentemente quando la malattia è in fase iniziale. Con il progredire dello stadio la terapia prevalentemente scelte è quella radiante. La scelta è condizionata anche dall’età della paziente trattandosi spesso di donne giovani, nelle quali la radioterapia può influire negativamente sulla funzione endocrina ovarica e sessuale. Inoltre la chirurgia permette la reale valutazione dei fattori istopatologici quali : profondità di invasione stromale, dimensioni del tumore, stato linfonodale, metastatizzazione capillare, venosa o linfatica.

PRESIDI TERAPEUTICI: CHIRURGIA E RADIOTERAPIA
CHIRURGIA CONSERVATIVA
E’ indicata soprattutto in caso di tumore non invasivo o inizialmente invasivo (Ia 1-2) e consiste nell’intervento di conizzazione. L’intervento, eseguito in anestesia locale, consiste nell’asportazione di un cono di tessuto cervicale comprendente almeno i due terzi inferiori del canale cervicale. L’intervento viene effettuato mediante l’impiego di un elettrobisturi: si mette in luce il collo dell’utero con l’ausilio di due valve vaginali anteriore e posteriore, successivamente si pinzetta il labbro posteriore ed anteriore con pinze a denti ; si affonda il bisturi nel tessuto della portio in corrispondenza della lesione procedendo in senso orario, con piccoli movimenti di va e vieni si delimita un cono di tessuto la cui base comprende tutta l’area esposta dalla lesione e l’altezza l’estensione della lesione medesima. Il cono deve avere una base non meno di 2cm di diametro, altezza 2,5cm e l’apice nei casi di lesioni neoplastica deve giungere immediatamente al di sotto dell’O.U.I . Asporato il cono si dilata l’O.U.I con hegar fino a 8-9 quindi si procede all’emostasi applicando da ciascun lato due punti staccati e collocando nel canale cervicale una spugna emostatica arrotolata a sigaretta. Dopo circa sei settimane dall’intervento si ha la riepitelizzazione del collo.

CHIRURGIA DEMOLITIVA
E’ indicata in caso di tumore di stadio successivo, l’intervento prevede l’asportazione dei linfonodi e dall’isterectomia totale con annessiectomiabilaterale, nell’asportazione del terzo superiore della vagina e dei parametri.

RADIOTERAPIA
La radioterapia può essere primaria o successiva all’intervento chirurgica

 

CLASSIFICAZIONE BETHESDA
Il primo gruppo di lavoro per la definizione del Sistema Bethesda (Bethesda System, BS) per la refertazione della citologia cervicale si è tenuto nel 1988, con lo scopo principale di ridurre la confusione tra laboratori e clinici legata all'utilizzo di classificazioni diverse, scarsamente riproducibili. Il risultato è stato un referto di laboratorio standardizzato, comprendente una diagnosi descrittiva ed una valutazione dell'adeguatezza del preparato. In seguito all'utilizzo di nuove tecnologie e ai risultati di recenti ricerche, il Sistema Bethesda è stato rivisto nel 2001.

Zona Anatomica:

  • portio
  • cupola vaginale
  • endocervice
  • endometrio
  • fornici
  • fornice laterale
  • fornice posteriore
  • mammella destra
  • mammella sinistra
  • vagina
  • vulva

Adeguatezza del preparato

  • Soddisfacente per la valutazione
  • Non soddisfacente per la valutazione (specificare il motivo):
    1) preparato rifiutato/non processato (specificare il  motivo)
    2) preparato processato ed esaminato, ma non soddisfacente per la valutazione di anormalità delle cellule epiteliali a causa di… (specificare il motivo)

Classificazione generale:

  • Negativo per lesioni intraepiteliali o malignità
  • Anormalità delle cellule epiteliali
  • Altro

Interpretazione/risultati:
Negativo per lesioni intraepiteliali o malignità

ORGANISMI

  • Trichomonas vaginalis
  • funghi del tipo Candida
  • variazione della flora batterica suggestiva di vaginosi batterica
  • batteri compatibili con Actinomiceti
  • modificazioni cellulari compatibili con Herpes simplex virus

ALTRI REPERTI NON NEOPLASTICI

  • modificazioni cellulari reattive
  • presenza di cellule ghiandolari post-isterectomia atrofia

Interpretazione/risultati
Anormalità delle cellule epiteliali

CELLULE SQUAMOSE:

  • cellule squamose atipiche (ASC)
  • di significato indeterminato (ASC-US)
  • non possibile escludere HSIL (ASC-H)
  • lesioni intraepiteliali squamose di basso grado (LSIL) (includente HPV/displasia lieve/CIN 1)
  • lesioni intraepiteliali squamose di alto grado (HSIL) (includente displasia moderata e grave/CIN 2 e CIN 3/CIS)
  • l'invasione non può essere esclusa
  • carcinoma squamocellulare

Interpretazione/risultati
Anormalità delle cellule epiteliali

CELLULE GHIANDOLARI:

  • cellule ghiandolari atipiche (AGC) (specificare: endometriali, endocervicali o NOS - non specificabili)
  • cellule ghiandolari atipiche (AGC) suggestive di neoplasia (specificare: endometriali, endocervicali o NOS - non specificabili)
  • adenocarcinoma endocervicale in situ (AIS)
  • adenocarcinoma (specificare: endometriali, endocervicali, extrauterino o NOS - non specificabile)

Altro:
Cellule endometriali in donne di 40 anni o oltre (specificare anche se negativo per lesione squamosa)

Tags: carcinoma | cervice | salute femminile

Ultimo aggiornamento ( Domenica 28 Dicembre 2008 03:41 )
 

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