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INCIDENZA Il carcinoma della cervice è la quarta neoplasia per frequenza nella popolazione femminile del mondo occidentale. In Italia si stimano circa 37000 casi nuovi/anno. L’età media di insorgenza è di 54 anni, ma scende in 32 anni per le forme intraepiteliali. Dopo 50 anni dall’introduzione del Pap-test si osserva una riduzione della mortalità per tale neoplasia, anche se l’incidenza della fase intraepiteliale è in netto aumento.
FATTORI DI RISCHIO
- Fattori socio-demografici
- Fattori sessuali (precocità d’inizio dell’età sessuale, elevato numero di partners)
- Eventi ginecologici ed ostetrici
- Agenti infettivi
- Fumo
- Contraccettivi orali
- Contraccettivi non ormonali
- Fattori dietetici
- Fattori genetici
- Fattori immunitari
SINTOMI E SEGNI CLINICI Dolore, tenesmo rettale, disuria, leggero sanguinamento correlato o meno con i rapporti sessuali, leucorrea maleodorante.
PROCEDURE DIAGNOSTICHE
- Pap-test : esame di primo livello
- Colposcpia: esame di secondo livello
- Biopsia: effettuata su tutte le lesioni clinicamente sospette
- Conizzazione : effettuata nei casi di pap-test positivo o dubbio con assenza di aree atipiche all’esame colposcopico, oppure quando la lesione penetra nel canale cervicale o in caso di discordanza tra biopsia ed esame citologico.
STADIAZIONE
| FIGO |
CERVICE |
TNM |
| 0 |
Carcinoma in situ (preinvasivo) |
TisN0 |
| I |
Limitato all’utero |
T1 |
| Ia |
Diagnosi solo microscopica |
T1a |
| Ia1 |
Minima invasione stromale |
T1a1 |
| Ia2 |
Profondità minore uguale a 5mm, diffusione orizzontale minore uguale a 7 mm |
T1a2 |
| Ib |
Lesione superiore a T1a2 |
T1b |
| II |
Esteso oltre l’utero, non alla parete pelvica o al 1/3 inf. della vagina |
T2 |
| IIa |
Assenza di evidente coinvolgimento parametriale |
T2a |
| IIb |
Evidente coinvolgimento parametriale |
T2b |
| III |
Esteso fino alla parete pelvica e/o al 1/3 inferiore della vagina |
T3 |
| IIIa |
Invasione del 1/3 inferiore della vagina senza estensione alla parete pelvica |
T3a |
| IIIb |
Estensione alla parete pelvica e/o idronefrosi o rene escluso |
T3b |
| IVa |
Invasione della mucosa della vescica o del retto e/o estensione fuori della piccola pelvi |
T4 |
| IVb |
Metastasi a distanza |
M1 |
PRESIDI TERAPEUTICI I trattamenti impiegati per il cervicocarcinoma sono prinicipalmente due:chirurgia e radioterapia
PRESIDI TERAPEUTICI: CHIRURGIA Tale trattamento è utilizzato prevalentemente quando la malattia è in fase iniziale. Con il progredire dello stadio la terapia prevalentemente scelte è quella radiante. La scelta è condizionata anche dall’età della paziente trattandosi spesso di donne giovani, nelle quali la radioterapia può influire negativamente sulla funzione endocrina ovarica e sessuale. Inoltre la chirurgia permette la reale valutazione dei fattori istopatologici quali : profondità di invasione stromale, dimensioni del tumore, stato linfonodale, metastatizzazione capillare, venosa o linfatica.
PRESIDI TERAPEUTICI: CHIRURGIA E RADIOTERAPIA CHIRURGIA CONSERVATIVA E’ indicata soprattutto in caso di tumore non invasivo o inizialmente invasivo (Ia 1-2) e consiste nell’intervento di conizzazione. L’intervento, eseguito in anestesia locale, consiste nell’asportazione di un cono di tessuto cervicale comprendente almeno i due terzi inferiori del canale cervicale. L’intervento viene effettuato mediante l’impiego di un elettrobisturi: si mette in luce il collo dell’utero con l’ausilio di due valve vaginali anteriore e posteriore, successivamente si pinzetta il labbro posteriore ed anteriore con pinze a denti ; si affonda il bisturi nel tessuto della portio in corrispondenza della lesione procedendo in senso orario, con piccoli movimenti di va e vieni si delimita un cono di tessuto la cui base comprende tutta l’area esposta dalla lesione e l’altezza l’estensione della lesione medesima. Il cono deve avere una base non meno di 2cm di diametro, altezza 2,5cm e l’apice nei casi di lesioni neoplastica deve giungere immediatamente al di sotto dell’O.U.I . Asporato il cono si dilata l’O.U.I con hegar fino a 8-9 quindi si procede all’emostasi applicando da ciascun lato due punti staccati e collocando nel canale cervicale una spugna emostatica arrotolata a sigaretta. Dopo circa sei settimane dall’intervento si ha la riepitelizzazione del collo.
CHIRURGIA DEMOLITIVA E’ indicata in caso di tumore di stadio successivo, l’intervento prevede l’asportazione dei linfonodi e dall’isterectomia totale con annessiectomiabilaterale, nell’asportazione del terzo superiore della vagina e dei parametri.
RADIOTERAPIA La radioterapia può essere primaria o successiva all’intervento chirurgica
CLASSIFICAZIONE BETHESDA Il primo gruppo di lavoro per la definizione del Sistema Bethesda (Bethesda System, BS) per la refertazione della citologia cervicale si è tenuto nel 1988, con lo scopo principale di ridurre la confusione tra laboratori e clinici legata all'utilizzo di classificazioni diverse, scarsamente riproducibili. Il risultato è stato un referto di laboratorio standardizzato, comprendente una diagnosi descrittiva ed una valutazione dell'adeguatezza del preparato. In seguito all'utilizzo di nuove tecnologie e ai risultati di recenti ricerche, il Sistema Bethesda è stato rivisto nel 2001.
Zona Anatomica:
- portio
- cupola vaginale
- endocervice
- endometrio
- fornici
- fornice laterale
- fornice posteriore
- mammella destra
- mammella sinistra
- vagina
- vulva
Adeguatezza del preparato
- Soddisfacente per la valutazione
- Non soddisfacente per la valutazione (specificare il motivo):
1) preparato rifiutato/non processato (specificare il motivo) 2) preparato processato ed esaminato, ma non soddisfacente per la valutazione di anormalità delle cellule epiteliali a causa di… (specificare il motivo)
Classificazione generale:
- Negativo per lesioni intraepiteliali o malignità
- Anormalità delle cellule epiteliali
- Altro
Interpretazione/risultati: Negativo per lesioni intraepiteliali o malignità
ORGANISMI
- Trichomonas vaginalis
- funghi del tipo Candida
- variazione della flora batterica suggestiva di vaginosi batterica
- batteri compatibili con Actinomiceti
- modificazioni cellulari compatibili con Herpes simplex virus
ALTRI REPERTI NON NEOPLASTICI
- modificazioni cellulari reattive
- presenza di cellule ghiandolari post-isterectomia atrofia
Interpretazione/risultati Anormalità delle cellule epiteliali
CELLULE SQUAMOSE:
- cellule squamose atipiche (ASC)
- di significato indeterminato (ASC-US)
- non possibile escludere HSIL (ASC-H)
- lesioni intraepiteliali squamose di basso grado (LSIL) (includente HPV/displasia lieve/CIN 1)
- lesioni intraepiteliali squamose di alto grado (HSIL) (includente displasia moderata e grave/CIN 2 e CIN 3/CIS)
- l'invasione non può essere esclusa
- carcinoma squamocellulare
Interpretazione/risultati Anormalità delle cellule epiteliali
CELLULE GHIANDOLARI:
- cellule ghiandolari atipiche (AGC) (specificare: endometriali, endocervicali o NOS - non specificabili)
- cellule ghiandolari atipiche (AGC) suggestive di neoplasia (specificare: endometriali, endocervicali o NOS - non specificabili)
- adenocarcinoma endocervicale in situ (AIS)
- adenocarcinoma (specificare: endometriali, endocervicali, extrauterino o NOS - non specificabile)
Altro: Cellule endometriali in donne di 40 anni o oltre (specificare anche se negativo per lesione squamosa) Tags: carcinoma | cervice | salute femminile |