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fonte saperidoc.it
In generale, i vaccini uccisi o inattivati e quelli costituiti da tossoidi o polisaccaridi possono essere somministrati in gravidanza, così come il vaccino orale per la poliomielite. I vaccini vivi sono generalmente controindicati per i potenziali rischi sul feto e sono: morbillo, rosolia, febbre gialla, parotite, BCG. I rischi e benefici di una specifica vaccinazione devono comunque essere considerati caso per caso [1].
La tabella in allegato riassume le raccomandazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, WHO) [2] .
Febbre gialla Questa vaccinazione può essere considerata dopo il sesto mese di gravidanza, quando il rischio di esposizione all'infezione è maggiore rispetto al rischio della vaccinazione stessa. L'infezione è trasmessa dalla zanzare e la mortalità nei soggetti non immunizzati è il 50% [2].
Somministrazione di immunoglobuline L'assunzione di immunoglobuline per la prevenzione di tetano, difterite e epatite A non è controindicata. Per le immunoglobuline antitetaniche il dosaggio consigliato negli adulti è di 250 UI (o 500 UI se l'intervento profilattico viene iniziato a più di 24 ore dal trauma). La somministrazione è prevista in caso di ferite a rischio in soggetti incompletamente o non vaccinati, che abbiano ricevuto l'ultima dose di vaccino da più di dieci anni o di cui non sia possibile definire lo stato vaccinale. Va effettuata contemporaneamente ad una prima dose di vaccino.
Malaria La malaria in gravidanza aumenta il rischio di morte materna (fino al 10% nelle donne non immunizzate), aborto (fino al 60% nelle donne non immunizzate), morte fetale, parto pretermine, neonato di basso peso e morte neonatale [2,3,4].
Come per tutti i viaggiatori, occorre prendere attente precauzioni contro le punture di insetto (ridurre l'esposizione cutanea, utilizzare zanzariere). E' consigliato non eccedere nell'utilizzo di repellenti per insetti, poiché la sicurezza del DEET (N,N-dietil-3-metilbenzamide), contenuto nei comuni preparati in commercio, non è stata ancora determinata.
Clorochina e proguanile possono essere somministrati in gravidanza ai dosaggi abituali nelle zone dove il Plasmodium falciparum non è resistente. In caso di profilassi con proguanile (Paludrine®, Astrazeneca) è consigliata una supplementazione con 5mg di acido folico al giorno. Nelle aree di resistenza alla clorochina si può considerare la somministrazione di meflochina (Lariam®, Roche) poiché gli studi non hanno dimostrato danni in gravidanza (anche nel primo trimestre). Pirimetamina con dapsone (Maloprim®, GSK) e doxiciclina non devono invece essere utilizzati in gravidanza. Proguanile cloridrato con atavaquone (Malarone®, GSK) dovrebbe essere evitato in gravidanza a meno che non esistano alternative.
Bibliografia 1. Royal College of Ostetricians and Gynaecologists. Antenatal care. Routine care for the healthy pregnant woman. London: RCOG;2003. [Testo integrale] 2. World Health Organization. In: Martinez L, editor. International travel and health. Geneva: World Health Organization; 2002. [Testo integrale] 3. Luxemburger C et al. Effects of malaria during pregnancy on infant mortality in an area of low malaria transition. American Journal of Epidemiology 2001;154:459–65. [Medline] 4. World Health Organization. World malaria situation in 1993, Part 1. Weekly Epidemiological Record 1996;71:17–24. [Testo integrale] 5. Hurley PA. International travel and the pregnant women. In: Studd J, editor. Progress in Obstetrics and Gynaecology. Edinburgh: Churchill Livingstone; 2003. p. 45–55. 6. Hurley P. Vaccination in pregnancy. Current Obstetrics and Gynaecology 1998;8:169–75.
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